Nell’archivio di ortopedia dell’anno 1895 è evidenziato il cambio di destinazione di alcuni ambienti in scuole “come luogo dove stare insieme…apprendere qualche elementare ed utile cognizione”. Ciò a dimostrazione della sensibilità che l’Istituto Ortopedico Rizzoli ha sempre avuto nei confronti dei piccoli pazienti. Questa sensibilità si è tradotta, da diversi anni, in un vero e proprio servizio di scuola in ospedale. Nella
Struttura Complessa di Ortopedia e Traumatologia Pediatrica i bambini usufruiscono del servizio dall’età prescolare a tutto il ciclo dell’obbligo scolastico. Sono presenti 3 insegnanti di scuola dell’infanzia e 3 per la primaria; su richiesta intervengono anche i docenti della scuola secondaria di primo grado e secondo grado. Il reparto ha nel suo interno un’aula didattica attrezzata con tecnologie informatiche (connessione
wireless) e tavoli da lavoro regolabili per l’accesso facilitato ai bambini in carrozzina. Inoltre vi è anche uno spazio ludico utilizzato sia per l’attività didattica con i piccoli degenti che come spazio gioco e svago per tutti i bambini in orario extra-scolasti

co. Le insegnanti si occupano dell’aspetto didattico proponendo attività individualizzate e di gruppo adeguate alla condizione del ricovero e attivano laboratori, ampliando in questo modo l’offerta formativa. Queste attività didattiche e ludiche favoriscono il contenimento dell’ansia del bambino e della famiglia che lo assiste durante la degenza. Il

materiale di lavoro prodotto dai bambini è raccolto e pubblicato in due giornalini: “
Libri Matite &Pigiami” (scuola primaria) e “
Ma è vero che in questa scuola c’è un ospedale?” (scuola dell’infanzia). I testi e i disegni lasciano una traccia visibile e concreta della permanenza e dei vissuti dei piccoli pazienti in questo contesto. Da alcuni anni il Ministero tende ad assicurare il diritto allo studio attraverso il servizio d’istruzione domiciliare (Legge 440/1997). A tale scopo le insegnanti si attivano per informare i genitori, garantire il collegamento tra la struttura sanitaria e la scuola d’appartenenza. Le insegnanti possono fornire al genitore, nel caso di lunghe degenze, un attestato di frequenza per la scuola di provenienza del bambino ricoverato.